Si firma in 116 comuni per Reddito di Maternità ed Europee. Quasi 600 le firme già raccolte.

COMUNICATO STAMPA

Il bilancio del Popolo della Famiglia a dicembre

Il Coordinamento Provinciale del Popolo della Famiglia di Bergamo annuncia i primi risultati della raccolta firme nei comuni della Bergamasca per la proposta di Legge d’Iniziativa Popolare “Reddito di Maternità” e per la presentazione delle liste alle Elezioni del Parlamento Europeo di maggio 2019. La mobilitazione dei circoli della provincia ha già raccolto 580 firme in una dozzina di gazebo nel mese di dicembre, mentre sul territorio nazionale già a metà del mese è stata superata quota 10mila.

I gazebo si sono già svolti nei centri maggiori quali il capoluogo e Seriate, per la media pianura a Verdello, per la zona del basso Sebino a Villongo, per la Valle Brembana a Zogno, dove il movimento si è presentato con la sua proposta in favore della natalità e perciò di contrasto allo spopolamento, in particolare delle valli: il Reddito di Maternità.

Che cos’è il Reddito di Maternità?

REDDITO di MATERNITA': una scelta (in più) per le famiglie, la madri, le donne.Il servizio andato in onda ieri sera su Antenna2 con l'intervista al nostro vice-referente provinciale Roberto Frecentese.

Pubblicato da Popolo della Famiglia – Bergamo su Domenica 18 novembre 2018

«Il Reddito di Maternità è il possibile inizio di una rivoluzione nelle politiche familiari del nostro paese, da troppo tempo attesa» afferma il vice-referente provinciale Roberto Frecentese «Tra le tante emergenze di cui si discute, l’inverno demografico è la prima malattia del paese, cronica ed ormai avviata ad un decorso fatale, se non si mettono in campo misure strutturali che modellino la società a misura di famiglia. Ciononostante di denatalità si parla spaventosamente poco, anche a dispetto dei dati ISTAT sempre più tragici». Nel 2017 in Bergamasca sono nati 325 bambini in meno rispetto al 2016, a fronte del differenziale nazionale di oltre 15mila: i nostri comuni sono perciò responsabili del decremento annuo per circa il 2%. I dati del primo semestre del 2018 peggiorano ulteriormente lo scenario.

«È la certificazione» commenta Gabriele Marconi, membro del Coordinamento Nazionale «di come le misure inserite in questa finanziaria quali il bonus bebè e il bonus mamma, nient’altro che rifinanziamenti con lievi maggiorazioni di quelle già messe in atto dai governi precedenti, siano incapaci di offrire il benché minimo argine alla denatalità. Eppure il sedicente “governo del cambiamento” non ha messo nel testo approvato nessuna misura sostanziale in favore di natalità e famiglia, con la prevedibile scomparsa del miliardo annunciato dal ministro Fontana, irrintracciabile nel bilancio».

Il Popolo della Famiglia si è mobilitato anche a Piazza Brembana e, in Val Cavallina, a Grone, con risposte eclatanti. «Le comunità montane sono chiaramente le zone dove il morbo è più esteso» continua Marconi «Le poche famiglie giovani (per la maggior parte monoreddito) hanno così poche opportunità in termini di lavoro e servizi da dover inevitabilmente considerare il trasferimento nelle principali aree urbane, per la morìa sempre più rapida dei territori. Noi siamo al fianco di queste comunità ferite ed abbandonate come vocazione naturale, ma altrove la situazione non è affatto più incoraggiante».

L’Italia è fanalino di coda in Europa, ma il fenomeno investe tutta la comunità europea. Il movimento ha già cominciato anche la raccolta firme per la presentazione delle liste alle elezioni per l’Europarlamento di fine maggio, per portare in sede comunitaria le sue proposte per un’Europa che riporti al centro la famiglia, la vita e la persona. Distante tanto da nazionalisti ed unionisti, il sovranismo proposto dal Popolo della Famiglia è pienamente europeo, perché sussidiario nell’unità dei popoli: «All’Europa vogliamo “ridare cuore”» annuncia Frecentese «entrando nel solo soggetto capace di riportarcelo, il Partito Popolare Europeo, solo erede della visione originale dei fondatori, nonché espressione dell’originale popolarismo italiano, nella cui storia s’inserisce il Popolo della Famiglia. Oggi i paesi a cui guardare per un’Europa fedele alle proprie radici, a servizio di famiglia e vita sono senza dubbio Ungheria e Polonia, che infatti crescono notevolmente sia in termini di natalità che di economia; e che nel PPE acquistano sempre più rilievo».

Le 150mila firme da raccogliere entro l’8 aprile 2019 sono il primo test di tenuta per il movimento presieduto da Mario Adinolfi. I circoli della Bergamasca nelle ultime 2 settimane hanno depositato i moduli in 116 comuni, il 47% del totale. Ma la copertura è di oltre 750mila abitanti, il 70% degli elettori bergamaschi. I residenti dei comuni possono dunque recarsi negli orari di apertura degli uffici e firmare sia per il Reddito di Maternità che per le Elezioni Europee. Già interamente coperte la pianura, media e bassa, il circondario di Seriate, la bassa Val Cavallina, la bassa Val Brembana e quasi tutto l’Hinterland.

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Entro la metà di gennaio i comuni saranno più di 150, con l’Isola e il Basso Sebino obiettivi imminenti. Entro la fine del mese anche i principali comuni della Val Seriana, per offrire la possibilità di firma a più del 90% dei bergamaschi. Ripartono anche i gazebo coi banchetti di firma, di cui già sono fissati quelli in grandi comuni come Treviglio, Trescore Balneario e Scanzorosciate. Un primo elenco per gennaio, cui si aggiungeranno altre date, a seguire:

  • 9 gennaio, mercoledì mattina – PEDRENGO
  • 12 gennaio, sabato
    • mattina – TREVIGLIO
    • pomeriggio – URGNANO
  • 15 gennaio, martedì pomeriggio – BRUSAPORTO
  • 16 gennaio, mercoledì mattina – ALME’
  • 22 gennaio, martedì mattina – TRESCORE BALENARIO
  • 31 gennaio, giovedì – SCANZOROSCIATE

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«In questi mesi vogliamo davvero far partire una rivoluzione formato famiglia, proponendoci come il vero soggetto popolare nello scenario politico italiano e comunitario» conclude il referente provinciale Massimo dal Passo «Per la nostra provincia l’obiettivo minimo è di 3mila firme. Noi però puntiamo a raccoglierne 5mila».

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