Rischio esuberi alla Sematic: no delocalizzazione, ma le imprese siano messe in condizioni di stare sul mercato

“Siamo umanamente vicini ai dipendenti della Sematic di Osio Sotto e alle loro famiglie, dopo che l’azienda ha annunciato 60 esuberi a seguito della dislocazione all’estero di una parte della produzione – ha dichiarato Roberto Frecentese, presidente del circolo PdF di Verdello-Urgnano e vice-coordinatore provinciale – Come insegna anche la dottrina sociale della Chiesa, capitale e lavoro sono complementari e necessitano l’uno dell’altro. La ricchezza di un’impresa si misura, prima ancora che dai profitti, dal capitale umano costituito dai propri lavoratori, quel capitale umano che è stato il vero petrolio che ha fatto ricco il nostro Paese”.

Aggiunge Massimo Dal Passo, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia: “Auspichiamo che il gruppo Wittur sappia trovare un accordo con le parti sociali, affinché nessun lavoratore dello stabilimento di Osio Sotto resti a casa. Tuttavia non ignoriamo le difficoltà delle nostre imprese, schiacciate, oltre che dal calo della domanda interna, da una pressione fiscale insostenibile e da una pletora soffocante di norme e trafile burocratiche. Si avvicinano le elezioni europee e noi ci saremo con il nostro simbolo: un’Europa in cui vige il libero scambio e la libera circolazione di merci e persone deve anche garantire una fiscalità e un costo del lavoro omogenei, che scoraggino il drenaggio di risorse da alcuni Stati membri ad esclusivo vantaggio di altri”.

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