La ristorazione a conduzione familiare in piena crisi.

La ristorazione a conduzione familiare in piena crisi.

Ristorazione e Turismo in ginocchio a Bergamo e provincia con il nuovo decreto.

Nella provincia di Bergamo a giugno non ha riaperto un terzo dei ristoranti e bar ,soprattutto a conduzione familiare dopo il lockdown. Delle 1750 imprese nella provincia di Bergamo esistenti prima del marzo 2020 con circa 16.000 dipendenti, chi ha riaperto sperava di poter rivedere la luce dopo il lungo tunnel della chiusura. L’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio spegne il sogno e colpisce un settore già fortemente provato dalla crisi, riducendo gli spazi di recupero del fatturato perso.
Ristorazione e turismo sono due comparti economici strettamente legati tra loro, che fungono da traino economico per la nostra provincia. Colpire questo settore è un segnale pericoloso di disinteresse verso la categoria della ristorazione, che ha perso quote rilevanti del proprio fatturato.
I ristoratori tra clienti in meno nella pausa pranzo a causa del lavoro a casa, tasse da pagare per un numero superiore di clienti rispetto a quelli oggi effettivamente ospitabili nelle strutture sono costretti a lasciare a casa i propri dipendenti.
Il turismo ha visto crollare le presenze e le attività culturali sono state falcidiate, scatenando un effetto domino.
Il Popolo della Famiglia di Bergamo sostiene i ristoratori e chiede più attenzione alle loro necessità: lasciamoli lavorare con orari prolungati evitando che i giovani restino per strada o in ambienti non protetti e aiutiamo così le imprese familiari (le più colpite) a recuperare parte degli introiti che sono venuti meno. Più controlli nei locali e meno inutili restrizioni.

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