La posizione del Popolo della Famiglia sui fatti di Lizzano

I fatti di Lizzano ci interrogano su quali conseguenze avrebbe la piena applicazione di legge contro l’omotransfobia.

SINTESI: Il giorno 14 luglio 2020 nella Chiesa di Lizzano (TA) si è tenuta una preghiera a favore della famiglia naturale e volta a contrastare l’approvazione della legge cosiddetta contro l’omotransfobia. A seguito della diffusione della notizia ci sono state dure dimostrazioni contro l’iniziativa fuori della chiesa. Si è reso necessario l’intervento dei carabinieri che, al loro arrivo, hanno ricevuto dal sindaco la richiesta di identificare coloro che stavano pregando in chiesa. I carabinieri naturalmente si sono rifiutati. Il PdF esprime la propria solidarietà al parroco, ai fedeli oggetto dell’attacco e alle forze dell’ordine.

 

TESTO: Il giorno 14 luglio 2020 nella Chiesa di Lizzano (TA) si è tenuta una preghiera a favore della famiglia naturale e volta a contrastare l’approvazione della legge cosiddetta contro l’omotransfobia. La preghiera era organizzata da un gruppo di laici preoccupati per i continui attacchi alla famiglia naturale.

Nel frattempo si era radunato fuori della chiesa un gruppo di persone che hanno rumorosamente contestato l’iniziativa bollandola come omofobica. Sono quindi giunti i Carabinieri per controllare la situazione. A questo punto il sindaco del paese, Antonietta d’Oria, presente tra i manifestanti, ha chiesto con decisione ai Carabinieri di entrare in chiesa e identificare i partecipanti alla preghiera. Intimazione illegittima che le forze dell’ordine ovviamente non hanno eseguito.

 

Il PdF – Popolo della Famiglia – Bergamo esprime innanzitutto la propria solidarietà al parroco e ai fedeli oggetto di questo attacco intollerante e anche illegale, in quanto la manifestazione non era autorizzata; ringrazia le forze dell’ordine per il comportamento tenuto, fedele ai principi di legalità che sono alla base della Costituzione; condanna l’intolleranza di coloro che hanno espresso il proprio dissenso in modo illegale e offensivo; esprime sdegno per il modo in cui un primo cittadino ha abusato del proprio ruolo per cercare di imporre ai Carabinieri e ai fedeli le proprie convinzioni ideologiche. Il Popolo della Famiglia ricorda la propria posizione sulla proposta di legge cosiddetta contro l’omotransfobia: non c’è alcun bisogno di tale legge in quanto esistono già leggi chiare e severe che colpiscono i reati contro la persona. Approvare una legge come quella in discussione avrebbe tre conseguenze gravissime:

 

  1. Avviare una legislazione e una giurisprudenza a favore di un gruppo specifico di persone, violando il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge;
  2. Violare il principio, previsto dai diritti dell’uomo, di libertà di parola e di opinione, in quanto ogni opinione espressa nei confronti degli LGBT potrebbe essere considerata offensiva;
  3. Inaugurare un periodo di intolleranza contro ogni opinione espressa in base alle proprie convinzioni spirituali e religiose a favore della famiglia naturale.

 

Il Presidente del Circolo di Bergamo
Antonio Ciacciarelli

Il Presidente del Circolo di Seriate
Consuelo Nespoli