COMUNICATO STAMPA

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AL ROSARIO DI LUNEDI’ 21 MAGGIO 2018
SUL SAGRATO DELLA CHIESA DEI CAPPUCCINI DI BERGAMO
INDETTO CON UN VOLANTINO ANONIMO

Il Popolo della Famiglia, coordinamento della provincia di Bergamo, in merito alle ultime vicende connesse e conseguenti all’Ora di adorazione in risposta al Gay Pride di Bergamo, intende precisare la propria posizione riguardo le altre iniziative promosse da alcuni cristiani e propagandate con un volantino anonimo.

Il Popolo della famiglia ha dovuto constatare l’assoluto silenzio di forze politiche, associazioni, organizzazioni e gruppi in occasione del Gay Pride. Si è fatto promotore di un’iniziativa che desiderava porre l’accento sulla necessità di pregare per un evento che nasconde in sé elementi contrari all’insegnamento del Magistero della Chiesa Cattolica. Ha compiuto un passo a lato (e non indietro), rinunciando all’Ora di adorazione, pur di mantenere un canale di dialogo aperto con la Diocesi di Bergamo nella chiarezza e nella fermezza per la difesa dei valori non negoziabili.

Il Popolo della Famiglia invita tutti a proseguire nel privato e nel pubblico a manifestare il proprio dissenso nei confronti del Gay Pride con la preghiera personale e pubblica non inutilmente provocatoria ma affermativa e con l’azione politica aperta a ogni persona che condivide la difesa dei valori irrinunciabili costitutivi dell’essere umano: il diritto alla vita sin dal concepimento, il diritto alla morte naturale e non indotta, il diritto di ogni figlio ad avere un padre e una madre riconoscibili, il diritto a non vedere il corpo ridotto a merce, il diritto alla libertà di espressione della propria fede, il diritto della famiglia a poter scegliere il sistema educativo per i propri figli, il diritto di esercitare liberamente il dissenso.

Il Popolo della Famiglia ribadisce che da movimento laico continuerà sul piano politico, culturale, sociale la difesa dei valori non negoziabili, convinto che la strada da percorrere sia lunga e non ci si possa fermare e che le singole tappe non siano il fine ma passi in avanti verso l’obiettivo finale. Fa presente che ha avuto il merito di smuovere le coscienze addormentate e timorose, alcune delle quali soltanto dopo l’impegno del Popolo della Famiglia, colpevolmente, hanno cominciato a interrogarsi se non fosse stato il caso di mostrare il proprio dissenso nei confronti del Gay Pride, provando a cavalcare l’onda iniziata dal Popolo della Famiglia.

Il Popolo della Famiglia ritiene che occorra evitare il gioco pericoloso della provocazione fine a se stessa e privo di prospettive con l’indire un Rosario di riparazione sul sagrato della Chiesa dei Cappuccini di Bergamo lunedì 21 maggio 2018. Poiché i luoghi hanno una forte valenza simbolica, ci si domanda se l’aver indicato il sagrato come punto di raccolta per il Rosario, senza avere il preventivo consenso dei Padri Cappuccini, non sia leggibile come un atto di sfida. La preghiera in quelle condizioni perde il proprio significato e tende a trasformarsi, volenti o nolenti, in contrapposizione con la Chiesa diocesana e la Parrocchia dei Cappuccini.

Il Popolo della Famiglia in merito al volantino anonimo (l’anonimato è sempre inaccettabile) di invito alla preghiera del Rosario, che contiene le espressioni “Perché il popolo cristiano non si fermi davanti alla pavidità ecclesiastica e alle «opportunità» politico partitiche”, ritiene inaccettabile il linguaggio adoperato e la velata accusa di opportunismo politico che rimanda al mittente, il quale sta provando a utilizzare strumentalmente l’iniziativa originaria dell’Ora di riparazione in Chiesa, che per solo senso di responsabilità, ribadiamo, è stata fermata. Riteniamo il modo di fare annunciato dal volantino non costruttivo, separativo, controproducente.

Il Popolo della Famiglia ha avuto notizia di e-mail, telefonate indirizzate alla Curia di Bergamo e ai Padri Cappuccini con offese e intimidazioni, talvolta anonime. Prende le distanze da queste forme che non fanno parte del patrimonio del Popolo della Famiglia condannandole senza mezzi termini. Gli insulti li lasciamo a chi è abituato ad anteporre l’invettiva alle argomentazioni. Il Popolo della Famiglia non per questo sceglie la via del silenzio, anzi sollecita il confronto anche duro, aspro e di certo non compie passi indietro nella difesa dei valori irrinunciabili.

Bergamo, 18 maggio 2018
Il Popolo della famiglia coordinamento della Provincia di Bergamo