fonte: La Croce quotidiano del 17.03.2018, pagina 2

Le scrivo questa lettera per tentare di smuovere in tutti noi cristiani la volontà di non restare più a guardare inermi ciò che accade al nostro caro bel Paese.
Le ultime elezioni politiche hanno sancito la volontà degli elettori di non affidare più le proprie sorti ne al PD ne a Forza Italia. Partiti che hanno caratterizzato la seconda repubblica in uno scontro quasi sempre personalistico e quasi mai ideologico.
I vincitori delle ultime elezioni sono Lega e M5S, due facce della stessa medaglia, due movimenti che guardano con scetticismo all’europa, due leader molto giovani che fanno dell’”immediatezza” la loro ragion d’essere. La stessa immediatezza di un tweet che fa prendere voti, ma che difficilmente troverà una sintesi per trovare una maggioranza parlamentare. La nota dolente sempre sottaciuta è l’affluenza: passiamo dall’84,24% nel 2006, 80,63 nel 2008, nel 2013 75,19 fino al 72,9 lo scorso 4 marzo. In 4 elezioni politiche,in 12 anni, l’affluenza è scesa del 12%. Un dato molto preoccupante di cui si parla sempre meno. La democrazia se non è partecipazione non è una democrazia matura, responsabile, compiuta. Questo è il quadro che noi cattolici ci troviamo di fronte ed è per questo che proprio noi non possiamo più restare con le braccia conserte ad aspettare che arrivi il leader di turno che faccia la solita lista dell’ultimo minuto da presentare come stampella di cdx o di csx.
Abbiamo bisogno di partire dal basso, di costruire un Partito e non un comitato elettorale, che sia di ispirazione cristiana, un grande Partito Popolare convintamente europeista, che parli con tutti i partiti ma che non sia la stampella “responsabile” di nessun movimento populista. Un Partito organizzato sul territorio che torni a fare politica nelle piazze e meno in tv. Un Partito che scelga la classe dirigente con i congressi e con la militanza. Un Partito che coniughi web e militanza sul territorio. Un Partito che forma la sua classe dirigente non con un click ma sul territorio.
Dobbiamo adoperarci tutti a partire dalla rete, sfruttando la potenzialità del web, non come fondamento di democrazia diretta ma come strumento organizzativo di partecipazione attiva.
Spero che questo mio modesto contributo possa servire da stimolo a tutti i cattolici italiani.