5G: dopo l’ordinanza del comune di Ardesio esplicita la sua posizione

Sin dalla comparsa sul mercato del sistema di telecomunicazione denominato 5G la posizione del PdF è stata quella di chiedere il rispetto del principio di precauzione. In base a tale principio, ogni nuova tecnologia che potrebbe potenzialmente danneggiare l’essere umano dovrebbe obbligatoriamente essere sottoposta a test. La posizione del PdF non è quindi né di condanna a prescindere, né di condivisione aprioristica di teorie non provate sui danni alla salute prodotti dal 5G.

Il PdF chiede semplicemente che, considerata la pericolosa vicinanza delle frequenze del 5G alle microonde propriamente dette, prima di adottare tali frequenze vengano attuati gli esperimenti volti a definirne l’effettiva dannosità o innocuità.

Alcuni Comuni della Bergamasca, l’ultimo dei quali Ardesio in data 24 giugno, hanno emesso un’ordinanza nella quale si vieta l’installazione sul territorio comunale di nuovi impianti di telecomunicazione e telefonia mobile con tecnologia 5G.

Nel testo dell’ordinanza si fa riferimento al principio di precauzione adottato nel 2005 dall’UE, oltre che dal Comitato scientifico sui rischi sanitari e ambientali considerando che “il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche”. Si accenna anche al limite di 6 V/m previsti dapprima dal DPCM 8.7.2003 e a seguire dell’aggiornato DL 179/2012 su intervallo temporale nuovo di 24 ore.

Nell’ultima parte dello stesso si citano numerosi studi in cui si fa evidenza il reale pericolo di rischi su salute e ambiente derivati da una esposizione continua.

Il PdF si rivolge quindi a tutti i Comuni della Provincia di Bergamo perché seguano lo stesso esempio – legalmente fondato – per bloccare le richieste delle compagnie di telecomunicazione di installare antenne 5G o di aggiornare quelle esistenti alla nuova tecnologia.

Il Presidente del Circolo di Bergamo
Antonio Ciacciarelli