Lettera aperta del Circolo Basso Sebino – Valcalepio – Val Cavallina del Popolo della Famiglia sulla prossima chiusura del Punto Nascita di Piario

Il 28 giugno scorso la Giunta di Regione Lombardia ha deliberato una riorganizzazione dei Punti Nascita che prevede la chiusura di quattro presìdi, tra cui quello presso l’Ospedale Locatelli di Piario (BG), in Val Seriana. Piario costituisce l’unico reparto maternità a servizio della parte Nord-Est della provincia di Bergamo e l’unico ancora presente in tutta la zona montana bergamasca, dopo la chiusura di quello presso l’Ospedale di San Giovanni Bianco, in Val Brembana, nel 2015; esso serve la Val Seriana, la Val di Scalve, l’Alto Sebino ed è il primo punto nascita disponibile per centri di montagna distanti anche venti chilometri. La sua chiusura priverebbe definitivamente la montagna bergamasca di uno dei servizi fondamentali per la salute. Per questo negli ultimi due mesi si è verificata una straordinaria mobilitazione di cittadini, con una serie di manifestazioni pubbliche e una petizione che ha già raccolto 13.000 firme. Questa mobilitazione non ha avuto però un’adeguata risposta da parte delle istituzioni preposte (Ministero della Salute e Regione Lombardia), tanto che entro dicembre, forse già da settembre, il Punto Nascita chiuderà.

 

Piario: una struttura inadeguata?

L’ospedale di Piario è stato inaugurato appena nel 2008, è una struttura ampia e dotata di diversi reparti, tra cui medicina generale, chirurgia e rianimazione. Il Punto Nascita soddisfa tutti gli standard operativi, tecnologici e di sicurezza previsti dall’accordo Stato-Regioni, presenta un basso numero di tagli cesarei, un alto tasso di allattamento al seno e fornisce anche alcuni servizi aggiuntivi come l’assistenza ostetrica domiciliare pre e post- partum e il parto in acqua. Le sue uniche carenze sono due: alcuni limiti di personale, come per la guardia medica pediatrica 24h, al quale si potrebbe facilmente ovviare supportando l’ospedale con adeguate risorse; e il mancato raggiungimento dei famigerati 500 parti annui minimi previsto dall’accordo Stato-Regioni del 2010 per le aree geograficamente disagiate (un parametro che peraltro non è raggiunto anche da altri Punti Nascita dell’Agenzia Sanitaria Territoriale di Bergamo, posti a breve distanza tra di loro attorno al capoluogo ed evidentemente più comodi da raggiungere per il personale medico, per i quali non è prevista alcuna chiusura).

Un Punto Nascita in zona di montagna: questione di comodità o di sicurezza?

Siamo consapevoli del costo sempre più proibitivo del sistema sanitario nazionale e dell’inevitabile necessità di ottimizzare le risorse riducendo i servizi non essenziali. Ma la questione è: l’assistenza alla nascita è o non è un servizio essenziale? E soprattutto, la qualità e la sicurezza di un servizio va calcolata soltanto sulla base degli standard di valutazione ministeriali o anche dell’accessibilità da parte dei cittadini e della soddisfazione degli utenti? Per quanto ci riguarda, la sicurezza della mamma e del neonato si misura, prima ancora che con gli standard del Ministero della Salute, con la possibilità di arrivare in ospedale senza il rischio di partorire per strada; fatto che si è già verificato più di una volta in Val Seriana negli ultimi anni. Costringere le partorienti a spostamenti di venti, trenta chilometri su strade di montagna per raggiungere il più vicino ospedale è indubbiamente, oltre che un rischio per la salute, una scelta che scoraggia il popolamento delle nostre montagne.

“Non ci sono le risorse”. Ne siamo sicuri?

Nel 2017 Regione Lombardia ha approvato uno stanziamento di 400.000 Euro per le strutture dell’Ospedale di Piario. Quest’anno la Val Seriana e i Laghi Bergamaschi beneficeranno di un investimento di quasi 2.300.000 Euro, di cui 1.290.000 stanziati dalla Regione, per interventi di ammodernamento volti a migliorare la fruizione turistica e i servizi della valle. Ci chiediamo chi beneficerà di queste migliorie, se le nostre montagne continuano a spopolarsi.

Bisogna cambiare paradigma

Si dice che i Punti Nascita devono essere ridotti perché la natalità in Italia è crollata e dunque si tratterebbe di costi inutili, di spreco di risorse. Secondo noi questo ragionamento va rovesciato: proprio perché gli Italiani hanno smesso di fare figli, è necessario mettere in atto tutte le condizioni (a cominciare dal servizio pubblico) per invertire questa tendenza, semmai rinunciando a investire in altri obiettivi economicamente più “appetibili” ma lontani dalle vere esigenze degli individui. Noi non ci rassegneremo mai a una gestione della cosa pubblica che antepone i criteri del profitto, dell’efficienza, della “qualità” alla vita reale delle persone; e all’inizio della vita c’è appunto la nascita. Ciò vale per Piario come per molti altri Punti Nascita a rischio chiusura sparsi per l’Italia.

Il nostro appello

Venendo incontro alla volontà e ai bisogni di tanti nostri concittadini bergamaschi e rifacendoci ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa, che costituisce il fondamento ispiratore del Popolo della Famiglia, chiediamo:

  • al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, di revocare la decisione presa con la delibera del 28 giugno scorso in merito alla chiusura del Punto Nascita di Piario.
  • al Direttore Generale dell’ATS di Bergamo, Mara Azzi, e al Direttore Generale dell’ASST Bergamo Est, Francesco Locati, di non avviare per ora l’iter di chiusura del Punto Nascita, nella speranza di un ripensamento in extremis di Regione Lombardia, tenuto conto che la delibera della Giunta Regionale prevede come termine ultimo di chiusura il dicembre 2018.
  • al Comitato Nazionale Percorso Nascita del Ministero della Salute, che ha dato parere negativo alla richiesta di Regione Lombardia di mantenere il Punto Nascita di Piario, in deroga all’accordo StatoRegione che prevede la chiusura dei punti con meno di 500 parti annui in aree geograficamente disagiate, di riconsiderare la propria valutazione prendendo a misura la salute delle mamme e dei bambini prima che la massimizzazione del rendimento delle prestazioni.
  • a tutti i cittadini di buona volontà, di sostenere la causa dell’ospedale di Piario aderendo alla petizione pubblica contro la chiusura del Punto Nascita. Si tratta di una petizione apartitica, alla quale abbiamo convintamente aderito pur non essendo stata proposta dal nostro movimento politico e che chiediamo a tutti di sottoscrivere.

 

 

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